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I ragazzi stanno bene
di Lisa Cholodenko, Francia/USA, 2010
C’è
una bella differenza tra un
padre
e un
donatore di sperma.
Quest’ultimo è un invisibile portatore di caratteri genetici
propri della specie; l’altro un
individuo
con un aspetto e una voce,
portatore di cultura e di valori, con un ruolo di primaria
importanza nel contesto del gruppo familiare e nel processo
evolutivo dei figli. È questo che Joni e Laser due ragazzi cresciuti
ed educati in una coppia lesbica imparano presto, o per meglio dire
gustano brevemente, quando la curiosità di dare un volto al loro
padre biologico li porta a rintracciarlo, a fare con lui amicizia ed
esperienza di una
relazione
fino a quel momento avvolta nella pura
immaginazione. E come in ogni sistema già strutturato secondo
canoni e regole accettate e condivise, l’ingresso del padre naturale
non può restare senza conseguenze destabilizzanti per l’intero
equilibrio familiare, così come per ognuno dei suoi componenti.
Così Paul, entra nella vita di questo ordinato menàge, in realtà
molto convenzionale malgrado tutto, con ruoli precisi strutturati
secondo i classici canoni del maschile e del femminile, portando con
il suo fisico massiccio e un po' arrogante, la sua moto potente e il
suo sex appeal, un elettrizzante sconvolgimento dell’equilibrio e
delle abitudini, fino all’inevitabile “coinvolgimento”
erotico-sessuale della
lei
più sensibile al richiamo dei feromoni
maschili. Nella presunta trasgressività del menàge omosessuale, il
tradimento
ripropone il dramma di sempre, ancora più sconvolgente
perché mette in crisi l’identità stessa della coppia, il suo
orientamento e le sue promesse, riproducendo il tema della fedeltà
matrimoniale e la necessità di conservarla per il bene dei figli,
anche quando questi ultimi sono già cresciuti e capaci di fare le
proprie scelte.
Chi ne risulta più indifeso
e ferito è proprio Paul, l’ipotetico padre, che vede svanire nel
nulla l’illusione di una ormai insperata stabilità affettiva insieme
a figli che non ha cresciuto né educato, e che le circostanze
mettono fuori come l’intruso
che ha osato minacciare con la sua
esteriorizzata
pulsione erotico- aggressiva l’ordinata serenità di una
coppia consapevole e matura.
Un film che ribalta i luoghi comuni
secondo i quali l’omosessualità è una catastrofe educativa per la
prole, così come il luogo di chissà quali vizi ed eccessi. In
realtà la relazione e le sue vicissitudini , qui rappresentata da
Nic e Jules, si muove secondo gli stessi meccanismi che sempre
alimentano la travagliata affettività umana, così come la
complessità delle relazioni genitoriali che nel caso specifico non
mancano di misurarsi con la necessità di fornire la dimensione
paterna pur nell’ assenza della figura maschile.
Un film che diverte pur affrontando
temi critici come le nuove famiglie, le scelte sessuali,
l’educazione e il rispetto, ma anche e soprattutto le separazioni, i
tradimenti e le perdite cui ognuno di noi va inesorabilmente
incontro nell’arco della propria vita.
Lilia Di Rosa
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