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Appunti di Cinema
Già da qualche anno curo sul sito
dell’Associazione Crocevia (www.crocevia.info)
- della quale mi pregio essere uno dei soci fondatori - una Rubrica
cinematografica, ad alcuni di voi forse già nota.
L’idea nasceva dalla convinzione, sempre viva in me anche oggi, che
il linguaggio cinematografico contribuisca in massima misura alla
circolazione delle idee e alla elaborazione collettiva dei temi
fondamentali della contemporaneità e della psiche umana. L’immagine
infatti è il veicolo più potente ed immediato per penetrare nel
cuore delle cose, e la sua capacità evocativa è forza propulsiva per
attivare riflessione ed immaginazione. L’innegabile mescolanza tra
rappresentazione di eventi e sollecitazione di contenuti, tra
espressione artistica e indagine psicologica, lo rende veicolo
prezioso di approfondimento critico e di espansione per la
coscienza, attraverso la partecipazione emozionale ai temi trattati.
Non è un caso che, fin dal primo anno di vita, questa associazione
ha dato spazio, in contesti altri da quelli consueti, alla
visione di film i cui contenuti abbiamo ritenuto ricchi di
materiale psicologico e culturale in genere, oltre che dotati di
particolare valore artistico e carica emotiva.
Con Visione e Vino, proposta nel primo anno di
attività in una enoteca cittadina, si è voluto cominciare un
pellegrinaggio di idee ed emozioni in luoghi tradizionalmente
ludici, come appunto una enoteca, nell’intento di seminare
tra un bicchiere e l’altro spunti di riflessione o di suggestione
alterati dalla
convivialità, alimentati dallo stare insieme e dalla opportunità di
discutere e condividere ciò che individualmente la visione del film
stimolava. Cambiando setting, infatti, è inevitabile la
modificazione della relazione che si produce tra spettatore e
immagine, tra spettatore e spettatore: le emozioni trovano spazio
per essere comunicate, il senso può essere discusso, il significato
ri-pensato. La visione in gruppo favorisce una percezione che va
oltre il proprio mondo interno e la propria esperienza soggettiva,
producendo una re-visione che si appropria dello sguardo
dell’altro e lo integra, alimentando una visione più ampia e
complessa della precedente, arricchendosi di ciò che non è
immediatamente leggibile ma che matura in silenzio tra le parole e i
commenti degli altri.
In quest’ottica il secondo anno di
attività, con Immagini tra le righe (attualmente in corso
presso la Libreria Mondadori), ha voluto approfondire la dimensione
laboratoriale, in un contesto più interiorizzato, quale può
essere una sala di lettura, adeguato a favorire una relazione di
gruppo e l’ elaborazione più profonda di quanto la visione produce.
Con questo spirito, intendo dare
inizio qui ad uno spazio elaborativo nel quale possano trovare
dimora il mio commento e le mie riflessioni solitarie, ma anche
quelle di chi volesse opportunamente contribuire ad alimentare con
le proprie riflessioni personali l’analisi della complessità in cui
viviamo, dando forma e parola a quelle scene fantasmatiche,
emozioni nascoste, pensieri e angosce che ogni film inevitabilmente
attiva dentro ognuno di noi.
Lilia
Di Rosa

TERRAFERMA
di
Emanuele Crialese, Italia, 2011

HABEMUS PAPAM
di
Nanni Moretti, Italia, 2011

NON LASCIARMI
di
Mark Romanek, GB/USA, 2010

I RAGAZZI STANNO BENE
di
Lisa Cholodenko, Francia/USA, 2010

IL MIO NOME È KHAN
di
Karan Johar, India, 2010

IL DISCORSO DEL RE
di
Tom Hooper, Australia/GB, 2010

LA DONNA CHE CANTA
di
Denis Villeneuve, Canada, 2010

IN UN
MONDO MIGLIORE
di
Susanne Bier, Danimarca/Svezia, 2010

WE WANT SEX
di Nigel
Cole, GB, 2010

HEREAFTER
di Clint
Eastwood, USA, 2010
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