La più difficile delle arti è quella di connettere.
Bisogna che i potenti della terra la apprendano.
Pietro Citati
    IL 9 DI SPADE NEI TAROCCHI DELL'OLIMPO
   
 
 
   
 

 

 

Il 9 di Spade nei Tarocchi dell'Olimpo

Il mazzo dei Tarocchi dell’Olimpo è illustrato con immagini evocanti miti ed eroi dell’antica Grecia. Si presta quindi particolarmente bene ad un’interpretazione archetipica degli arcani, sia maggiori che minori, dal momento che si tratta di un mazzo interamente figurato (a differenza dei mazzi classici, in cui gli arcani minori contengono rappresentazioni numeriche del seme corrispondente).

Da un punto di vista numerologico, il 9 si pone tra l’8 e il 10:

L’8 è tradizionalmente legato all’unione di materia e spirito (si pensi all’ottagono, e alle piante ottagonali di molte costruzioni a carattere iniziatico, ad es. Castel del Monte in Puglia ad opera di Federico II), lo si potrebbe quindi pensare come il simbolo dell’uomo spiritualizzato, come ideale di consapevolezza e realizzazione, un traguardo raggiunto, e come tale una realtà stabile e statica al tempo stesso.

Tuttavia, oltre lo stato di realizzazione su questa Terra, esiste anche un ideale più elevato cui tendere, ovvero il ricongiungimento con l’Uno, con l’Ineffabile, con la Realtà trascendente (Dio, o l’Assoluto, o il Sé, a seconda del contesto socio-culturale di riferimento) dopo aver sperimentato la differenziazione della vita terrena, ideale simboleggiato dal 10, ovvero dalla tetraktis dei Pitagorici, sintesi del Quaternario (10=1+2+3+4).

Il 9 si colloca tra questi due stati e pertanto è espressione di estremo dinamismo e cambiamento, ma anche di instabilità e incertezza, in quanto rappresenta il momento in cui si esce dalle sicure e confortanti mura della sicurezza materiale e spirituale per cercare, ad un livello più alto, lo stato ultimo delle cose e della realtà. Rappresenta anche, di conseguenza, l’Illuminato che si spoglia della sua posizione di prestigio terrena, pur raggiunta a prezzo di un duro percorso iniziatico, per non farsene appesantire nella Ricerca Ultima; è il numero del Saggio, non a caso collegato con l’Arcano Maggiore dell’Eremita (IX) da un lato, e con l’Arcano Maggiore del Sole (XIX) dall’altro (ad indicare la Suprema Conoscenza che si dà a tutti generosamente, e non è più patrimonio esoterico di pochi).

Il seme delle Spade è associato dalla Tradizione all’elemento Aria e, da una prospettiva junghiana, alla Funzione Pensiero. La spada è simbolo fallico, ma nel contempo in grado di tagliare, troncare, separare nettamente; forgiata al fuoco della disciplina e del rigore metodologico, è espressione della facoltà differenziante del pensiero razionale e della facoltà conscia dell’Io di categorizzare, pensare astrattamente e analizzare per concetti la realtà. Affilata e penetrante, è cioè la funzione che ci consente di “segmentare”, separare, ordinare e dividere, ed è anche quella che ci consente di rappresentare la realtà descrivendola nei dettagli, e dunque di dominarla. Nella sua accezione evolutiva e filogenetica rappresenta quindi la conquista, da parte dell’uomo, della capacità di creare modelli della realtà e non esserne assoggettato rigidamente, ma è anche, se assolutizzata e inflazionata, ciò che ce ne distacca e ci fa confondere l’intuizione diretta delle cose con le loro rappresentazioni, e ci fa dimenticare l’Unità dietro la Molteplicità.

Il mazzo dei Tarocchi dell’Olimpo associa il 9 di spade alla figura di Deucalione. Come è noto dalla narrazione mitologica, Zeus, offeso dall’empietà del genere umano, decise di sterminarlo mandando un enorme diluvio sulla Terra (tòpos comune a molte culture). Nel fare ciò salvò soltanto Deucalione, re di Tessaglia, e Pirra sua moglie, per far sì che ripopolassero la Terra dopo il cataclisma. Li collocò quindi alla deriva su un’arca per 9 (!) giorni, dopodiché l’oracolo di Temi (o Zeus stesso secondo un’altra versione), non appena ebbero rimesso piede sulla terra, consigliò loro di bendarsi e gettare dietro di sé «le ossa della Grande Madre». I due compresero che l’oracolo si riferiva alle pietre (Gea, la terra, era l’antica progenitrice secondo la cosmogonia greca) e iniziarono quindi a lanciarle dietro di sé; le pietre lanciate da Deucalione si trasformarono in uomini, quelle lanciate da Pirra in donne.

È interessante notare come l’arcano proposto riprenda la sola figura di Deucalione, ma non quella di Pirra, quasi ad enfatizzare l’associazione simbolica tra il Logos, il Maschile e la figura del Padre (Deucalione diventa di fatto progenitore del genere umano) in concordanza con il significato associato al seme delle Spade.

La pietra diventa lo strumento attraverso il quale la divinità ricostituisce l’umanità distrutta, è segno di nuova alleanza tra umano e divino, tra maschile (la volontà divina) e femminile (l’origine da Gea), e in quanto tale pietra spiritualizzata, che riscatta l’atto di hybris compiuto da Promèteo, padre di Deucalione e personificazione ambivalente del potere della ragione e della tecnica, allorché creò il primo uomo dal fango in deroga al volere di Zeus. L’atto del lancio riprende esattamente il significato numerico del 9, in quanto momento di transizione tra la “pietra spirituale” (filosofale?), ovvero l’8, e l’essere umano dotato di libero arbitrio oltre che della capacità di tendere all'«Oltre» (il 10).

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Il 9 di Spade "tradizionale" nei Tarocchi di Waite

Il richiamo del mito del diluvio è peraltro in accordo con il significato tradizionale del 9 di Spade, che oltre a rappresentare il momento dell’Illuminazione verso il Trascendente e la rivoluzione nel pensiero, è anche crisi profonda, coscienza turbata e in trasformazione violenta ed agitata, crisi che a volte deve essere affrontata anche con gesti forti e talvolta bruschi e improvvisi, ma che, se superata, porta ad una nuova visione e ad una consapevolezza del tutto inaspettata e prima inconcepibile.

 

Antonio Nicolosi 



 


 

L'interpretazione di

Leonardo Pandolfi